Viaggi di architettura: alla scoperta di Rotterdam

Viaggi di architettura: alla scoperta di Rotterdam

Siamo a novembre e torna l’appuntamento con la Ale e i suoi viaggi di architettura: questa volta lasciamo i confini nazionali e si punta a nord. Next stop, Rotterdam!

credits Michael Koller

La sua storia all’inizio mi mette sempre un po’ di malinconia ed un velo di tristezza: nasce sulla diga del fiume Rotte nel XIII secolo, ma i bombardamenti della seconda guerra mondiale nel 1940 la distruggono completamente lasciando in piedi pochissimi edifici molto compromessi e la chiesa di San Lorenzo come unico testimone di architettura medievale. La città resta senza cuore, fino a che tra il 1950 e il 1970 viene ricostruita.

Dagli anni ‘80 inizia una politica di ricostruzione architettonica che prevede lo sviluppo di nuove centralità e la presenza di progetti di numerose archistar che le donano uno skyline nuovo, moderno, unico!
Ed in effetti poi, conoscendola meglio, la nostalgia iniziale si trasforma in positività, in elettricità, in quell’energia che ti dà la spinta di ripartire e la voglia di andare oltre…
Oggi Rotterdam è giovane, colorata, intraprendente, cosmopolita, all’avanguardia, è più viva che mai!

Iniziamo un viaggio virtuale?! E allora, zaini in spalla, e via a viverla insieme!

La prima sosta la facciamo al Markthal, perché non si può iniziare la giornata senza visitare almeno una volta il mercato centrale della città nelle ore di maggior affluenza, e perché MVRDV, lo studio che lo ha progettato, è uno dei più importanti e attivi della città.
Inaugurato il 1° ottobre 2014 il Markthal si trova in quello che, prima della guerra, era il centro storico di Rotterdam, vicino alla chiesa di San Lorenzo e al mercato scoperto che si tiene due volte a settimana nel grande prato adiacente.

 

Daria Scagliola + Stijn Brakkee – www.archdaily.com

Gli MVRDV, maestri in questo, giocano con le forme tradizionali, in questo caso quella di un arco, ma attualizzandola con materiali e funzioni: l’ intradosso diventa copertura del grande corridoio dove si svolge il mercato. Completamente in acciaio e vetro colorato sembra rispecchiare la vita che si svolge al di sotto: c’è un esplicito richiamo alle sfumature, ai profumi, ai suoni, al vociare di una mattinata qualunque al mercato. Quelle vetrate sembrano esprimere tutta la frenesia, l’allegria e il viavai della gente che passeggia circondata dai mille colori di frutta e verdura.

Ossip van Duivenbode –  www.archdaily.com

 

Daria Scagliola+Stijn Brakkee – www.archdaily.com

La piazza coperta, al piano terra, oltre al mercato frequentato di giorno, ospita negozi e ristoranti, che rendono invece viva la zona dalla sera alla notte.
Nel volume dell’arco, dal terzo all’undicesimo piano, si trovano le abitazioni private, che affacciano sia all’esterno con grandi vetrate, che all’interno con finestre che guardano il mercato.
Grazie alla curvatura dell’arco, gli attici ai piani superiori godono di grandi superfici terrazzate.

Nico Saieh – www.archdaily.com

Lo studio MVRDV ha prestato molta attenzione anche al fronte della sostenibilità, con una accurata ricerca che ha puntato in primo luogo al mantenimento di un clima confortevole, ma con il minimo dispendio energetico. Le varie funzioni e attività al suo interno sono in grado di scambiarsi calore e freddo, e, grazie alla facciata ventilata in vetro, l’aria fredda sale verso l’alto uscendo dal tetto e creando un ricircolo che consente di avere una temperatura ottimale all’interno della struttura.
Un progetto maestoso, spettacolare, unico nel suo genere, esempio di come l’immaginazione e la potenza creativa riescano a trasformare una forma antica come l’arco in un oggetto attuale e contemporaneo, nel quale una pluralità di funzioni convive armoniosamente donando una esperienza irripetibile al visitatore… parcheggi, abitazioni, mercato, ristoranti, supermercato e negozi, tutto in un unico edificio. Hai la possibilità di vivere la tua giornata al suo interno, colorata dalle mille sfumature delle vetrate, inebriata dai profumi e rallegrata da turisti e visitatori che curiosi o appassionati si trovano a passare del tempo nel meraviglioso Markthal.

Dopo una sosta al mercato, con una breve passeggiata ci troviamo davanti uno dei progetti più discussi della città: le kubuswoningen.
Il complesso residenziale progettato da Piet Blom nei primi anni ‘80 è noto anche come Blaakse Bos (bosco di Blaak). E’ stato infatti pensato dall’architetto come un bosco, le cui case, sorrette da palafitte di cemento e legno sono gli alberi.
L’ insieme di case cubiche è un progetto che sorprende, divide, lo ami o lo odi.
Ma è un progetto che fa discutere e, piaccia o no, a distanza di anni, è ancora un elemento di forte richiamo per turisti, amanti di architettura e semplici passanti incuriositi da questo strano modo di concepire un’ abitazione.
Le case sono dei cubi gialli inclinati di 45 gradi, disposti in ordine casuale che si poggiano l’un l’altro formando una vera e propria “foresta”.
A vederle dall’esterno la prima impressione che hai è di puro divertimento, di stupore.
Addentrandoti nel bosco ti sembra di essere catapultato in un libro di fiabe, in un’altra dimensione, in un piccolo villaggio colorato a dimensione di folletto.
Non possiamo far altro che entrare nella kijk-kubus, una casa-museo che ti permette di capire come sia possibile vivere all’interno di queste abitazioni dai muri inclinati!

 

Le case si sviluppano su 3 piani: al piano terra c’è l’ingresso, al primo piano il living con cucina, al secondo due camere da letto e il bagno. Alcune abitazioni hanno anche un terrazzo al piano superiore.
L’impressione che si ha entrando in una casa-cubo è un senso di instabilità alla vista delle pareti inclinate, la sensazione di non entrarci in altezza e, al di là del puro divertimento di passare qualche ora in una situazione così particolare, la consapevolezza che, vivere in una casa dai muri verticali è decisamente più comodo!
Detto questo, va comunque riconosciuto a Piet Blom, il senso civico e l’interesse nei confronti della comunità all’interno di un complesso abitativo che potrebbe sembrare esclusivamente frutto di estro creativo e pura immaginazione: le case-cubo ad un certo punto diventano un vero e proprio ponte pedonale e nell’area non accessibile alle macchine sono presenti un parco giochi e alcuni negozi e uffici.

Dal Blaakse Bos, con una passeggiata sul lungo fiume arriviamo al cospetto del meraviglioso “cigno”, l’Erasmusbrug.
Progettato da Ben van Berkel e inaugurato nel 1996, è uno scenografico asse di collegamento tra la Rotterdam settentrionale e quella meridionale.
Con una lunghezza di 800 metri, un’altezza di 139 metri nel punto più alto e 40 cavi di sospensione in acciaio accompagna il visitatore verso il molo Wilhelmina offrendo uno spettacolo unico del nuovo skyline della città con i grattacieli di OMA, Renzo Piano e Alvaro Siza sullo sfondo.

Erasmusbrug credits www.thinglink.com

Nell’ ideologico tragitto che ci porta al Wilhelminapier attraverso l’Erasmusbrug sono emozionata solo al pensiero.
So che sembrerà strano, ma l’architettura per chi ha questa passione è un po’ come la tela per i pittori, la cucina per i cuochi, il mare per i marinai… guardarla è capire le sue linee e i suoi colori, nutrirsi dei suoi dettagli, perdersi nei suoi volumi.
In più aggiungi che questo skyline mi ricorda un po’ una mini NY, dove l’Erasmusbrug è il Brooklyn bridge e il molo Wilhelmina una piccola Lower Manhattan, ed il gioco è fatto!
All’orizzonte già si intravedono le opere del maestro Renzo Piano, che riesce ad emozionarmi ogni volta; di Rem Koolhas, socio fondatore degli OMA, di cui il mio relatore di progettazione architettonica e urbana mi ha fatto studiare ogni dettaglio; di Alvàro Siza, che con il suo sapiente studio di volumi, linee e luci riesce a trasmettermi la sua poesia senza scrivere neanche un verso.

Ossip van Duivenbode – oma.eu

Attraversato il ponte Erasmus, sulla destra ci troviamo subito il KPN Telecom Building.

Progettata da Renzo Piano, la torre è composta da tre sezioni verticali. La centrale spicca per la differenza cromatica rispetto alle altre due facciate laterali. Quella a sud è molto lineare e modulare, mentre quella che fronteggia l’Erasmusbrug ha un forte impatto visivo: ha un’inclinazione pari a quella dei cavi di sospensione del ponte ed è formata da un sistema di pannelli che creano un vero e proprio cartellone elettronico che proietta immagini grandi come tutta la facciata. Ma uno degli elementi più caratteristici è il pilone in acciaio che sorregge la facciata entrando letteralmente in essa a 45 metri di altezza!

Un po’ più a destra si staglia maestoso l’edificio multifunzionale più grande dei Paesi Bassi. Ultimato nel 2013, dopo 16 anni dall’apertura del cantiere, il De Rotterdam è formato da 3 elementi in vetro e acciaio. Si ispira, nel nome e nella forma, alle navi che salpavano dal Wilhelminapier dirette verso gli Stati Uniti.
Nonostante le grandi dimensioni, lo studio OMA ha fatto in modo di evitare l’effetto monolite posizionando le diverse funzioni in blocchi sovrapposti ma slittati tra di loro.
In questo modo agli occhi dell’osservatore, il De Rotterdam appare diverso da ogni angolo lo si guardi.
Il basamento è comune ai 3 blocchi e assicura le connessioni pedonali tra di essi.
E’ stato pensato come un volume trasparente, in modo da alleggerire visivamente il più possibile l’ edificio, creando al piano terra un ambiente arioso e luminoso.
Con i suoi 150 metri di altezza e una pluralità di funzioni (uffici, ristoranti, caffè, appartamenti, sale conferenze, hotel, centri fitness), il De Rotterdam si presenta come una vera e propria città verticale.

Non sei ancora stanco? Dai l’ultimo sforzo…

L’ultimo edificio del nostro tour delle architetture contemporanee di Rotterdam si conclude a sud del Wilhelminapier.
Il New Orleans di Alvaro Siza è una chiara celebrazione alla New York anni ‘30, con una facciata in pietra arenaria molto regolare ed una corona in stile art deco, tipica di molti grattacieli d’oltreoceano.
Con i suoi 45 piani e 158 metri di altezza è l’edificio residenziale più alto dei Paesi Bassi.
Elegante, raffinata, oltre ai 234 appartamenti di fascia alta, ospita, nel suo bellissimo basamento, una piscina, un centro fitness, una sauna, una terrazza panoramica, un auditorium multifunzionali e sale cinematografiche.

Dopo una giornata in giro ad ammirare le opere di questi grandi maestri che hanno aiutato Rotterdam a rinascere, non ci resta che immergerci nella vita di questa città e, tra un locale e l’altro, scoprirne i sapori, gli usi, i costumi, le persone… perché la bellezza di un posto la fa molto la natura e certamente anche l’architettura, ma la sua vera essenza, è la gente che la vive!


Articolo a cura di Alessandra D’Aurizio, architetto e viaggiatrice, mamma di Cecilia! Vive a Vasto come me, lavora come freelance e il suo progetto lavorativo si chiama AD.Architetturaedesign

Segui tutti i suoi viaggi di architettura!