Vita senza bagaglio: la Val Fondillo

Vita senza bagaglio: la Val Fondillo

Lo ripeto a mente da qualche giorno, o forse da qualche settimana, un po’ persa tra Chatwin e me stessa: una voce continua a dire ” Walking is a virtue…”.

Non ho ancora raggiunto la Patagonia, ma il mio mini elogio al vagabondare passa attraverso una piccola regione, un territorio a tratti ancora poco conosciuto. Che sia figlia della solitudine e riflessiva quanto basta, questo era già noto, ma di quanto abbia celebrato il camminare, questo forse non è mai stato troppo palese.

Camminare stanca, strema a volte, poi rilassa, lascia scorrere il tempo, ci regala mete altrimenti  non raggiungibili, ci rende liberi, leggeri, figli di quel sentiero che forse non importa dove ci stia portando, è metaforicamente la nostra fuga o la nostra salvezza.

Ho preso il mio paio di gambe, i miei piedi misura 38, un salto in macchina e da Pescasseroli ho raggiunto l’ingresso dell’area della Val Fondillo: un “paio” di curve, non più di 10 minuti sulla strada.

Sulla teoria della felicità dei popoli nomadi, Bruce aveva proprio ragione: la sperimento giornalmente sulla mia pelle, non con uno spicciolo romanticismo occidentale, piuttosto con la mia leggerezza, col provare, col tentare, col cercare di fare da sola senza necessariamente vivere la gita ma più che altro la giornata, anche e soltanto in compagnia di me stessa.

I sentieri di questo tratto incastonato nel Parco Nazionale d’Abruzzo Lazio e Molise, nel territorio di Opi, sono vari: le indicazioni non lasciano dubbi, c’è spazio per tutti anche per chi ama camminare accanto ai propri bambini. I sentieri più difficili, comunque ben indicati sia per la loro durata che per il dislivello (su mappa), li lascerei ai mountain pro’s e qui cedo il passo anch’io. Ma che importa?

Io ho scelto il sentiero F2 direzione Grotta delle Fate, nulla di trascendentale: facile, piacevole. Quello che cercavo.

La ricchezza è stata data forse da quel che mi ha circondata o, ancor prima, da quel che il sentiero mi regalato inaspettatamente: un inizio di foliage, le tonalità che cambiano, che si fanno più calde quasi a contrapporsi alle temperature, tanti cavalli liberi che ho incrociato al passaggio, un corso d’acqua dal fondale bianchissimo e che ho seguito lungo tutto il cammino, alberi dai fusti centenari praticamente impossibili da abbracciare, qualche sguardo, gli occhi di chi con gentilezza ti saluta, così come da etichetta montana.

Ho passato quasi tre ore così: presa dai colori, rapita dai bramiti dei cervi che riecheggiavano da un costone all’altro, quasi un sentirsi Cappuccetto Rosso senza paniere e senza nonna, con la fortuna di poter camminare, fermarmi, sedermi, rialzarmi raggiungere la meta che mi ero prefissata senza dover chiedere, senza dover aspettare – se non me stessa – e senza dover tenere il passo.

Che siano benedette le gambe, l’unico mezzo di cui non potremmo mai fare a meno: la nostra lentezza è una virtù, essa stessa ci indica luoghi e cose che non sempre riusciamo a scorgere. Portàti nei boschi, regalati qualche ora senza programma, qualche istante di autonomia slegata dal quotidiano e maniacale scheduling. Datti il tempo di cui spesso non ricordi d’aver bisogno.


Oltre al cammino e al filosofeggiare?

C’è di più, l’aspetto pratico non mi sfugge:

  • non mancano aree pic nic
  • playground e laboratori per bambini,
  • punto informazioni
  • foresteria e possibilità di pernotto
  • parcheggio
  • piccoli rifugi e radure presso le quali semplicemente stendersi su una coperta e aspettare che il sole scenda.

Nel risalire verso Pescasseroli, fermarsi ad Opi è una tappa obbligatoria: è un piccolo paesino, come il suo nome, ma comunque forte nel comunicare la propria identità. E’, tra le altre cose, nel circuito dei Borghi più Belli d’Italia.

Il mio bagaglio quindi, che fine ha fatto?!

Sempre più leggero, sempre più piccolo, sempre più piegato al mio continuo muovermi e sempre più consapevole che lo spostarsi, il camminare è, oltre che un’esigenza, una scelta del tutto consapevole. Nomadismi del terzo millennio…