Ogni vita è molti giorni: i miei 6 luoghi del cuore

Ogni vita è molti giorni: i miei 6 luoghi del cuore

Luoghi e momenti che ti auguro di vivere

Ogni vita è una moltitudine di giorni, un giorno dopo l’altro. Noi camminiamo attraverso noi stessi, incontrando ladroni, spettri, giganti, vecchi, mogli, vedove, fratelli adulterini. Ma sempre incontrando noi stessi. – (James Joyce, Ulysses)

E’ quando ti fermi un attimo, o quando vieni fermata, che ti cadono vorticosamente in testa tutti i pensieri: stavano lì, come un alone, rimanevano sospesi sul capo, in un equilibrio precario ma all’apparenza stabile come rocce di granito.

Poi la scossa ti sveglia e ti costringe a far due conti, con te stessa in primis.

Non è un post sul significato della vita, no assolutamente. E’ uno di quei momenti in cui però guardi quel che stai facendo, guardi il “fatto” insomma lo svolto, ne raccogli o meno i cocci o i frutti e cerchi di capire cosa poteva andare meglio o cosa è andato fin troppo bene!

E’ stata un’estate ricca, intensa, strapiena di momenti di intesa con me stessa, un riappacificarmi, un ritrovare le forze che dopo qualche mese di lavoro si erano un po’ indebolite. Sono stata fuori, all’aria aperta quanto più possibile, ho vissuto uncountable ore di luce, ho probabilmente presidiato la spiaggia come mai nessuno fino ad oggi.

Ho giocato.

Ho letto.

Ho riso e sorriso.

Ho parlato.

Sono stata anche a lungo in silenzio.

Ho abbracciato amiche che ho ritrovato.

Ho condiviso birrette in spiaggia, aperitivi, merende, per il puro piacere di stare insieme.

Ho guardato crescere i miei figli, perché un’estate è tanto lunga quanto breve ed è spesso sinonimo di passaggio.

Ho dedicato quest’estate alle mie creature, ho voluto far fare loro cose che spesso durante l’anno non riusciamo ad incastrare in quel fitto, anzi che dico, fittissimo reticolato di impegni e attività che ci rincorrono o a cui noi non riusciamo a star dietro.

Li ho amati come mai prima, più di ieri e meno di domani. Li ho guardati negli occhi, spesso, con insistenza.

Ho lasciato che la sabbia, le onde, il mare, il cielo, il sole, le montagne, l’erba, la corteccia degli alberi, un paio di aerei, traghetti, barche, una nuova lingua, ci facessero da scuola, ci insegnassero qualcosa, qualcosa che potessimo ricordare e condividere. Qualcosa che nel tempo ci avrebbe fatto sorridere, qualcosa che potesse legarci, fortemente e in maniera esclusiva.

Ed è per questo che ho trovato il mio baricentro, il mio equilibrio, il coraggio di osservare la loro lentezza e non la mia velocità, offrendogli un’alternativa, dandogli la scelta, proponendo loro un patto: il nostro tempo sarà infinitamente lungo o altrettanto corto, non importa, ciò che farà la differenza sarà la nostra capacità di rendere quei momenti quanto più leggeri possibile, prorogando il programmabile al domani e catalogando i nostri giorni come fossero foglie, nel rispetto delle nostre stagioni.

Ecco perchè per me oggi è naturale pensare che questi momenti siano facilmente geolocalizzabili in due Paesi, l’Italia e la Svezia, il mio Yin e Yang, le mie due energie opposte.

I miei molti giorni, la mia serenità oggi sono su una cartina geografica:

Punta Penna, la spiaggia che mi ha calmata e che ha dato loro lo spazio e la libertà. E’ a Vasto, nel cuore della Riserva di Punta Aderci, è per me casa ed ho scoperto che – oltre a esser stata inserita da Skyscanner nella lista delle spiagge più belle d’Italia – è davvero il luogo non luogo in cui molti amano perdersi e ritrovarsi. E’ la cura.

Punta Penna

Rocca Calascio, un po’ incanto e un po’ mistero, ci ha regalato il senso della fatica, del raggiungimento dell’obiettivo. Ci ha donato quello sguardo dall’alto di cui avevamo bisogno. Ci ha lasciati in silenzio al calar del sole e ci ha regalato un momento di interminabile dolcezza, quando al tramonto ho sfoderato un libro di fiabe di cui ho letto qualche pagina prima di scendere a valle. E’ la fiaba.

Rocca Calascio

Pescasseroli, è stato il nostro rifugio per pochi giorni, tre per la precisione. Gioco libero e vita di paese, spensieratezza, natura e avventura, qualche salita, un po’ di vento tra i capelli, cortecce di alberi che oggi sono patrimonio Unesco, che si sono attorcigliati su loro stessi per oltre 400 anni e hanno lasciato in silenzio i grandi tanto quanto i bambini. E’ wilderness.

Tjorn è un’isola dell’arcipelago del Bohuslän, a un’ora di auto da Göteborg. E’ stato amore a prima vista con questo piccolo lembo di terra sulla costa ovest della Svezia. L’abbiamo visitata l’estate scorsa e poi, per caso, abbiamo conosciuto una delle famiglie che abitano lì durante tutto l’anno. Risultato? Siamo tornati ed è molto inusuale per me, per noi in generale: raramente torno in luoghi che ho già visto, sbagliando sicuramente, ma è così. La “nostra” casa è Klädesholmen, un piccolo villaggio che custodisco gelosamente nel cuore, ne parlo raramente, se non sui miei post instagram; vorrei rimanesse così, come l’ho scoperto, dolcemente spopolato a fine estate. E’ la sorpresa.

Stoccolma ritorna insistente da tre anni, puntuale. Vorrei che fosse casa, vorrei che per i bambini fosse abitudine per cui cerco di farli girare in città, nei suoi parchi, tra un salto in tunnelbana e una merenda al Moderna Museet, tra un hop on e un hop off dalla rete di imbarcazioni che collegano la città, cerco di fargli respirare la civiltà scandinava. In poche parole, la perfezione non esiste, ma un futuro migliore sì. E’ il punto fermo.

Stoccolma

Gotland, 4 ore di traghetto ed una di treno da Stoccolma e sei nel mezzo del Mar Baltico – lato svedese – con un solo obiettivo: dimenticare che dovrai tornare alla tua daily life. Ecco, per me Visby è stato questo: vivere la natura dell’isola, pedalare a più non posso, fermarmi a raccoglier more e poi affondare i piedi nella sabbia. E’ stato anche seguire il ritmo alternato delle piogge e vita di campeggio. E’ stato coronare un sogno, condividere tutto e avere ognuno i propri spazi. E’ democraticamente il distacco dalla terra ferma.

Visby seaside

Gotland nature

Così, come lo auguro ogni giorno a me stessa, ti auguro healing moments, quelli per l’anima, momenti fiabeschi, sorprendenti, wild, momenti in cui le certezze sono visibili e tangibili e momenti in cui il distacco è l’unica vera cura.