Valentina, la Svezia e il significato di "hem"

Valentina, la Svezia e il significato di “hem”

Questo 2017 sembra proprio volermi sorridere!

Ho sempre vissuto questo “mio spazio” come un qualcosa di assolutamente personale, inscindibile dalla mia voce, dalla mia mente, dal mio modo di essere e di raccontare.

Fortunatamente a volte si cambia idea o cambiano le condizioni, cambiamo noi e ciò ci permette di percorrere strade diverse, di avere alternative, di poter scegliere.
Ed è per questo che ho deciso di circondarmi di persone che sento vicine, che sento simili a me, che hanno una storia simile a me o semplicemente, nella casualità del nostro incontro, abbiamo scoperto di guardare il mondo con gli stessi occhi.

Così è successo con Valentina, per me @ValeAdaSthlm o molto più semplicemente la Carli, italian expat in Stockholm, che ho iniziato a seguire su instagram meno di un anno fa; poi le cose sono andate in fretta, non likes nè opere di bene, ma sincerità nello scambio di idee e opinioni.
Ed oggi? Oggi è qui, con me sul blog per raccontarsi e, nei prossimi mesi, per farci scoprire quella Svezia che in pochi hanno il privilegio di vedere!

Valentina, välkommen till mitt hem!

HEJ!Vale & Ada in Stockholm

Love my baby, colours, books, food, Scandinavian design, nordic nature, southern cities, and cosy cafés.

“La mia casa si chiama Svezia da quasi nove anni, nove anni fatti di tante case diverse, per la precisione otto, in attesa di una nona e definitiva. Ecco, per raccontare la mia avventura svedese, che poi è diventata la mia vita svedese, penso ai miei otto traslochi. Ho vissuto in centro a Stoccolma, poi su un’isoletta, poi nella periferia nord-ovest, e poi a sud, in una villetta, e poi un po’ più a nord ma sempre a sud. E poi di nuovo a nord, ma meno a ovest. E tra qualche mese andrò a sud-est, molto più a est, al principio dell’arcipelago.

A Stoccolma ci sono arrivata il 29 luglio del 2008, e ricordo che volevo camminare a piedi nudi per la città, tanto la vedevo pulita. Credo che fosse solo un’illusione ottica, creata dalla mia voglia di nuovo e di cambiamento. Stoccolma la conoscevo poco, prima era solo un puntino al nord, poi si è definita come posto un po’ magico attraverso racconti sgangherati di uno svedese a Firenze, e infine dopo un primo viaggio curioso e d’ispezione, è diventata una possibile casa.

svezia

credits Valentina Carli

A Stoccolma trovare casa è difficile, complicato, costoso. Allora nella precarietà delle tante case ho sentito la città come la mia casa. Io, che a Firenze avevo vissuto 25 anni nello stesso appartamento, mi sono ritrovata così, lontana e un po’ sradicata, ma felice in una città fredda e granitica che mi ha accolto con calore.

stoccolma

credits Valentina Carli

Forse la vera conquista quando si lascia il proprio paese più o meno definitivamente (almeno nelle intenzioni) è la ricerca della casa altrove. E con casa penso a “hem”, la sensazione di casa, meno a “hus”, il posto fisico. Nella mia vita a Stoccolma ho cambiato volentieri e malvolentieri molte case, ma ho trovato la mia “hem” un po’ ovunque. Questo forse mi ha trattenuto in questa città, il sentirmi a casa fin da subito, anche nei momenti più bui, quando la scelta più ovvia sarebbe stata volare via e tornare a Firenze. La mia casa erano le strade che percorrevo a piedi, le stazioni della metro, i piccoli caffè, i cinema, i giardini in fiore, i laghi ghiacciati. E le persone incontrate, quelle perse, la mia gatta, gli amori, e infine mia figlia.

stoccolma

credits Valentina Carli

Un po’ mi commuovo ripensando a quel 29 luglio, al mio arrivo, alla valigia riempita di piccole cose importanti, il mio piccolo bagaglio di cose italiane, e adesso, quasi nove anni dopo, mentre scrivo dall’ottavo appartamento e addormentata su di me c’è la mia casa più bella, la mia piccola italosvedese di un anno e mezzo, adesso sì, sento di essere nel posto più accogliente del mondo.”