L'insostenibile leggerezza dell'essere.. io

L’insostenibile leggerezza dell’essere.. io

L’inadeguatezza è quel sentirsi sbagliati e inappropriati, è quel peso, quel macigno che governa i nostri stati d’animo a seconda di quanto il suo manifestarsi si rende nel tempo sempre più persistente.

E’ il sentirsi fuori posto sempre e comunque.

E’ la costante ricerca di leggerezza, di fuga, che ci travolge pur di pensare bianco e non nero, pur di essere sospesi come piume e non con i piedi ancorati come fossero di piombo.

C’è chi sana il peso  dell’inadeguatezza quotidiana con piccole soste, con piccoli silenzi, con immersioni in pagine di libri che regalano un senso di libertà inimmaginabile, chi si rifugia nella scrittura, chi nel viaggio.

La bellezza dell’inadeguato, dell’essere sempre a metà tra giusto e sbagliato, siede invece nel provare comunque ad essere se stessi. Ad essere…io.

Se lo zaino ti pesa, se il ritardo incombe e risiede nelle tue giornate, nella tua quotidianità,  se il giudizio e lo sguardo ti schiaccia, tu prova a spostarti.

geran-de-klerk

Ho provato a muovermi con leggiadria, un pochino più a destra o sinistra, non per ricerca forzata di leggerezza, ma per puro senso di sopravvivenza: la quotidianità potrebbe frantumarti in mille e più pezzetti, se non impari a domarla!

E così a 34 anni, con una lista di cose strabelle a cui guardare, a cui ripensare, per cui essere grata e lì, un po’ più in là, giacciono ringhianti quelle che se avessi dato loro la non dovuta importanza, bhe… si sarebbero moltiplicate come conigli in gabbia, quasi per noia.

Sono sana, sono appassionata, sono curiosa, sono alleggerita, sono più forte di quel che avrei mai immaginato, sono una risorsa per me stessa e mi autorigenero per me stessa, sono in grado di stare da sola ma non significa che basti a me stessa, sono madre e cerco di farlo con responsabilità, nonostante gli sguardi acerbi e le continue ammonizioni, sono in grado di cambiare idea valutando le mie posizioni, la mia insicurezza è diventata un punto di forza, mi apre gli occhi e mi lascia valutare altre opzioni, sono ipersensibile e piango spesso e ne sono felice, sono timida e arrossisco ancora, sono paziente, anzi lo sono diventata.

Stanziale per necessità, ma fortemente legata al riadattarsi, alla curiosità di ricominciare altrove.

Il nomadismo è uno stato mentale, lo vivi con fisiologità se e quando non è imposto ma è un impulso.

Copertina: photo credits LiYang – Unsplash