Book & Wine: Il fenicottero. Vita segreta di Ignazio Silone

Book & Wine: Il fenicottero. Vita segreta di Ignazio Silone

«In ogni tempo e in qualunque società l’atto supremo dell’anima è di darsi, di perdersi per trovarsi. Si ha solo quello che si dona.»― Ignazio Silone

Una di tre. Così è iniziato il mio Book & Wine, con la certezza che sarebbero state serate numericamente diverse e dai contenuti volutamente… contrastanti? No, arricchenti.

Ho chiuso la serata con voce mite e timida, lieve e ipnotizzata dalle parole e dalla grandezza di Renzo Paris e dall’eleganza, professionalità e preparazione di Federica D’Amato.

Allure di stima e profondo rispetto negli occhi di lei, per uno scrittore che compie voli pindalici tra storia, verità, documentazione e segreti della vita di Ignazio Silone.

Sì, “Il Fenicottero” è stato una totale immersione in un pezzo di storia del ‘900, di quelle che, non importa la tua età anagrafica, purché tu abbia sete di curiosità, di comprendere i fatti per capirne le conseguenze.

“Fenicotteri” era il nome con cui si chiamavano tra loro i comunisti sotto il fascismo, i quali, come gli uccelli dalle ali rosse, volavano da una città all’altra per consegnare la stampa clandestina. Tra questi Secondino Tranquilli (alias Ignazio Silone), di cui Renzo Paris racconta qui la vita segreta, dalla nascita, avvenuta nel 1900, al 1930, anno in cui scrisse in Svizzera il suo romanzo d’esordio, che è anche il suo capolavoro: Fontamara. Basandosi su alcuni documenti inediti, Paris segue passo passo l’infanzia, l’adolescenza e la giovinezza di Silone insieme a quella di suo fratello Romolo: il terremoto del 1915 che distrusse Pescina, la crescita politica e interiore, il primo approdo a Roma attraverso i buoni uffici di don Orione, lo stato di profonda miseria, l’ambiguo rapporto con il misterioso commissario Bellone, il congresso di Livorno, i viaggi a Mosca, Parigi, Barcellona, Zurigo, il carcere, fino ad arrivare alla disillusione politica e all’allontanamento dalla formazione religiosa. Un romanzo basato su documenti (alcuni dei quali inediti) che a tratti sfiora la spy story e nel quale sfilano personaggi come Gramsci, Togliatti, Lenin, Stalin, insieme alle donne di Silone dell’epoca, l’ebrea rossa Gabriella Seidenfeld e Aline Valangin, la psicanalista che lo introdusse nell’ambiente dei grandi intellettuali e scrittori del tempo. Una narrazione partecipe e commossa della vicenda umana dello scrittore, che indaga in profondità le identità di Silone sempre cangianti, fino alla schizofrenia finale che lo consegnerà nelle mani dei dottori nella clinica svizzera di Jung.

E se il tempo gioca brutti scherzi e ci fa correre ai ripari facendoci rinunciare ai Giardini Napoletani, nel post presentazione mi intrufolo tra le stanze di Palazzo d’Avalos per scoprire scorci sul golfo di Vasto che non capita di vedere tutti i giorni (..o tutte le sere) e magnifici dettagli degli arredi.

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Centro storico di Vasto – @memesullaluna

Golfo di Vasto - @memesullaluna

Golfo di Vasto – @memesullaluna

Il Palazzo d’Avalos rimane perla e cardine culturale del patrimonio vastese, di quelli amati ma a cui non sempre sappiamo attribuire il giusto valore, come cittadini in primis.

Due passi rimbombanti, con l’eco delle parole di una serata che mi ha restituito quel qualcosa in più, quell’interesse nelle cose italiane, estirpando un po’ di quell’esterofilia che ho da sempre tatuata nel mio dna.

Due passi su quelle maioliche, che per un attimo sono sembrate azulejos: la contemporaneità di chi è immersa in quanto ha ascoltato, tanto dal sentirsi  proietta a Lisbona, per poi ritrovarsi con i piedi ben saldi al pavimento, qui a casa.

Poche pagine di storia Italiana, che restituiscono un briciolo di senso di appartenenza.

pavimento Palazzo d'Avalos - @memesullaluna

pavimento Palazzo d’Avalos – @memesullaluna

Il prossimo appuntamento con Book & Wine a cura di SideShow, Mondadori Bookstore di Vasto e Cantina San Michele, è mercoledì 3 agosto. Qui trovi il programma completo!