Bologna, la Danza Urbana e il disequilibrio della cultura

Bologna, la Danza Urbana e il disequilibrio della cultura

Bologna, di te ho scritto e ti ho fotografata…

Son stata tre giorni a Bologna e mi ha rapita. A caldo ho scritto:
“Io Bologna me la immaginavo così, canterina, discreta, mondana ma garbatamente..poi ho scoperto essere molto più di quel che avessi immaginato.
Rossa? Non solo, colorata e con le luci soffuse che ti lasciano stare in pace mentre passi da Piazza Maggiore al Nettuno. E le due Torri??… Due bussole ineguagliabili.”

Bologna la Rossa, la Grassa, la Dotta? Anche, ma non solo: Bologna che ti lascia libera di camminare, Bologna che insegna cos’è  la mobilità sostenibile, Bologna che ti fa inalare cultura anche solo se rimani seduto a guardarla, Bologna che ti disorienta perchè c’è troppo da fare e da vedere e non sai dove andar prima e cosa scegliere, perchè non vorresti perderti nulla.

Bologna che così come ti accelera i ritmi perchè culturalmente mondana, lei stessa te li rallenta e t’azzittisce: i colli, San Luca, il sentiero dei Bregoli ed il mercato della Terra.

Bologna che con la Danza Urbana m’ha confusa: perchè nonostante il preambolo, nonostante io fossi interessata poi non son riuscita a dire A.

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Ma questa volta non è Bologna, è la Danza Urbana: un appuntamento con il corpo, con l’arte, con l’immaterialità e la non concretezza dei pensieri. Eh sì,  sono ancora confusa…molto!

Gianluca Strazzier Danza Urbana

PH. Gianluca Strazzier

Gli artisti, che son persone, per un attimo perdono la loro umanità: prima statue, poi  marionette, poi acrobati e contorsionisti. Tu lì spaesata: chi capisce, chi fa finta, chi s’assenta nel guardare. In fondo loro stanno rappresentando qualcosa: per alcuni la vita, per altri la diversità, per altri la morte…per me non so.

Ph. Gianluca Strazzier

Ph. Gianluca Strazzier

La Danza Urbana delle Geografia Immateriali, questo il tema di quest’anno:

geografia – scrittura e rappresentazione del territorio immateriale – è ciò che non possiede materia, né corpo, né estensione, né peso, ma esiste. I paesaggi immateriali sono inconsistenti, in senso fisico o metaforico, eppure attuali e reali

Ed io ho preso quel che la geografia mi ha dato, Bologna, e quanto di immateriale in essa ho potuto trovare: il suo essere sinuosa, cordiale, calda nei colori, leggera nonostante il peso della parola Dotta…

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Ph. Renzo Zuppiroli

Cosa ti consiglio: di confonderti anche tu, entro le mura di Bologna l’immateriale, perchè poi il bello è che gli artisti, i ballerini, smessi  loro panni, ti capita di incontrarli e riconoscerli, turisti o viaggiatori come te, in Piazza Santo Stefano, a fare il giro delle  Sette Chiese…e lì sì, che ritornano umani.

Info Utili:

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